Sabato 17 ottobre 2026Anno I · Edizione online

Turismo a Viterbo, il boom raccontato e quello contato

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Due vetrine di negozi vuote lungo corso Italia, nel centro storico di Viterbo

A Viterbo il turismo si racconta con i superlativi. Il Comune parla di risultati che «non arrivano per caso» e di una città diventata «destinazione turistica riconosciuta». Fra chi ne scrive c’è chi va oltre: «Che il turismo ci sia lo nega solo chi di parte e in mala fede». I numeri ufficiali, però, raccontano una storia più complicata. Non dicono che i turisti non ci siano. Dicono che quanti siano, e quanto siano cresciuti davvero, nessuno lo sa con la sicurezza con cui se ne parla.

Che cosa dicono i dati del Comune

I dati sul turismo a Viterbo vengono da una sola fonte: le dichiarazioni che alberghi, B&B, affittacamere e case vacanza presentano per l’imposta di soggiorno. Nel 2025, l’anno del Giubileo, sono cresciuti. Secondo il Comune, da gennaio a marzo gli ospiti sono stati 36.766, contro i 32.834 dello stesso periodo del 2024 (+12%). Da aprile a giugno 52.721, contro 44.995 (+17,16%). Per l’intero anno, nella conferenza stampa del 30 gennaio 2026, l’amministrazione ha presentato 184.200 arrivi (+10,39%) e 280.562 pernottamenti (+7,53%).

Vicolo lastricato in peperino con una scala esterna in pietra nel quartiere di San Pellegrino a Viterbo
Un vicolo del quartiere medievale di San Pellegrino, il 18 agosto 2026. Foto: Cronaca di Viterbo

Ospiti dichiarati, non turisti

Sono numeri che contano chi dorme in una struttura e viene dichiarato. Non contano chi arriva in giornata e riparte, né chi dorme in un alloggio che non presenta la dichiarazione. Per questo, quando cambiano le regole su chi deve farsi vedere, cambiano anche i numeri, anche se in città non arriva un turista in più. E nel 2025 le regole sono cambiate parecchio.

  • 1° gennaio 2025Scade il termine per ottenere il Codice identificativo nazionale (CIN), assegnato dal ministero del Turismo. Senza quel codice B&B, case vacanza e affitti brevi non possono più farsi pubblicità, nemmeno sui portali di prenotazione.
  • 1° gennaio 2025A Viterbo l’imposta di soggiorno sale di 50 centesimi a persona per notte, e si paga su un massimo di tre notti invece che di sette.
  • 21 maggio 2025Le strutture del Lazio devono comunicare i flussi turistici alla Regione solo attraverso la piattaforma Ross1000.

L’incasso dell’imposta va letto con la stessa cautela. Nel 2025 ha reso 596.759 euro, il 23,3% in più del 2024: più del doppio della crescita degli arrivi. Ma nello stesso anno ogni notte è costata 50 centesimi in più.

Il sommerso che viene a galla

Quanto di quel +10% sia turismo nuovo e quanto siano strutture che prima non dichiaravano e adesso sì, non si può dire: il Comune non pubblica quante strutture hanno presentato la dichiarazione nel 2024 e quante nel 2025. Che il sommerso esista, però, è documentato.

Nel maggio 2024 il Comune aveva annunciato un piano di controlli contro l’abusivismo, incrociando le comunicazioni che le strutture inviano alla questura con quelle inviate al Comune e con gli annunci su Booking e Airbnb, e aveva fatto chiudere una casa-albergo del centro storico che non aveva alcuna autorizzazione. A inizio febbraio 2026 la Guardia di Finanza ha reso noti i risultati dei controlli su 43 strutture extralberghiere della provincia: 34 non erano in regola. Fra le irregolarità, l’avvio dell’attività non comunicato al Comune e il CIN non esposto; sette gestori sono stati denunciati per non aver comunicato alla polizia i nomi degli ospiti. A fine marzo la Finanza ha segnalato irregolarità in altre 50 strutture della Tuscia, quattro delle quali del tutto abusive.

Vetrine vuote di negozi sfitti in corso Italia a Viterbo
Negozi sfitti in corso Italia, con il cartello «Affittasi», il 18 agosto 2026. Foto: Cronaca di Viterbo

Il 2026: stesse tariffe, incasso in calo

Poi il Giubileo è finito. Nel primo semestre 2026, come abbiamo raccontato, l’imposta di soggiorno ha reso 265.395 euro, 21.697 in meno dello stesso periodo del 2025 (-7,6%), con le tariffe rimaste identiche. Il Comune, che per il 2025 aveva diffuso i dati del primo semestre e poi quelli dell’intero anno, sugli arrivi e i pernottamenti del 2026 non ha ancora pubblicato nulla.

Chi dubita è «in mala fede»

Il tono del dibattito lo dà bene Giulio Della Rocca, fra gli organizzatori di Tuscia in Fiore, che scrive spesso di turismo in una sua rubrica online. Il 15 dicembre 2025 ha dato voto 8,5 alla città e 9 all’amministrazione Frontini per il Natale: «Benissimo l’illuminazione. Benissimo l’intrattenimento». E a chi non è d’accordo ha consigliato: «la prossima volta che vi viene da criticare qualcosa… fatene una voi per la città», parlando di «sciocche critiche».

Il 1° gennaio 2026 ha scritto che «Che il turismo ci sia lo nega solo chi di parte e in mala fede» e che «I fiumi di turisti visti a Viterbo torneranno anche nel resto dell’anno». Nello stesso articolo ha fatto una stima: «A giudicare dalla tassa di soggiorno», «forse mezzo milione di turisti in 12 mesi». La tassa di soggiorno, per il 2025, ha registrato 184.200 arrivi. E i primi sei mesi del 2026, invece dei fiumi, hanno portato un incasso in calo.

Il 7 febbraio 2026, pochi giorni dopo i controlli della Finanza, il suo commento è stato: «I giornalisti sono pessimi». Su un punto ha ragione: 43 strutture sono un campione, e non dicono quante siano irregolari in tutta la provincia. Ma la sua conclusione, che le strutture esistenti siano «nella gran parte perfettamente legali», oggi non la può dimostrare nessuno. Nello stesso articolo cita i dati del Comune, che «sembrano darmi ragione».

Della Rocca non è un tifoso senza riserve. Nelle stesse rubriche chiede un punto di ristoro in piazza San Lorenzo e servizi per chi visita la città, e riconosce a Viterbo un «ruolo di comprimario» fra le destinazioni turistiche. Ma quando si arriva ai numeri il registro non cambia: il dato che conforta si rilancia, quello che disturba si liquida. È lo stesso registro dei comunicati del Comune sui dati del turismo: la crescita è sempre merito della promozione, e il CIN non viene mai nominato.

Blocchi di pietra antichi alla base di un muro medievale in via San Lorenzo a Viterbo, con un pannello informativo
Resti archeologici in via San Lorenzo, sulla strada per il Duomo, il 18 agosto 2026. Foto: Cronaca di Viterbo

Le domande che restano

Per capire quanto turismo in più ci sia davvero servono dati che oggi non sono pubblici:

  • quante strutture hanno presentato la dichiarazione per l’imposta di soggiorno nel 2024, nel 2025 e nel 2026;
  • quante strutture di Viterbo hanno ottenuto il CIN;
  • quanti controlli ha fatto il Comune dopo il piano annunciato nel 2024, e con quali esiti;
  • quanti arrivi e pernottamenti ci sono stati nel 2026.

Le rivolgeremo al Comune e pubblicheremo le risposte. Se Giulio Della Rocca vorrà replicare, pubblicheremo anche la sua. Il turismo a Viterbo può essere cresciuto davvero: per saperlo, però, servono i numeri, non i superlativi.

Fonti: Comune di Viterbo, comunicati del 31 maggio 2024 sul piano di controlli, del 4 febbraio 2025 sul 2024, del 18 ottobre 2025 sul primo semestre 2025 e del 21 gennaio 2026 sui musei Mu.Vi.; dati presentati in conferenza stampa il 30 gennaio 2026; delibera di Giunta n. 386 del 15 novembre 2024 sulle tariffe; determine di accertamento dell’imposta di soggiorno 2024-2026; comunicato del 20 maggio 2025 sulla piattaforma Ross1000. Ministero del Turismo, termine per il CIN al 1° gennaio 2025. Guardia di Finanza, Comando provinciale di Viterbo, controlli resi noti il 3 febbraio e il 31 marzo 2026. Rubriche di Giulio Della Rocca del 15 dicembre 2025, del 1° gennaio e del 7 febbraio 2026. Consultati il 16 ottobre 2026.

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Articolo di Redazione

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