I dati di Global Integrated Power Tracker (GIPT) parlano chiaro: l’area del Mediterraneo sta diventando un hub delle energie rinnovabili. E l’Italia è uno dei paesi protagonisti di questa trasformazione.
Il Mediterraneo ha una capacità stimata di 552,0 gigawatt (GW) di energia solare ed eolica su larga scala, prevista o in fase di sviluppo, pari a un volume di investimenti di 792 miliardi di dollari (circa 682,79 miliardi di euro).
Una cifra imponente, superiore all’intera capacità di generazione prevista negli Stati Uniti, che ammonta a 548,3 GW, secondo l’analisi di Global Energy Monitor, organizzazione indipendente e senza scopo di lucro che monitora e mappa le infrastrutture energetiche su scala globale, implementando il database open e multisettoriale Global Integrated Power Tracker.
Quasi due terzi della capacità potenziale della zona del Mediterraneo (361,3 GW) mira ad entrare a regime nel 2030, il che porterebbe a un incremento del 43% del parco eolico e solare, arrivando a costituire circa un terzo dell’attuale mix energetico.
I paesi in prima fila
Benché questo notevole boom dello sviluppo delle energie rinnovabili non sia sufficiente a raggiungere gli obiettivi regionali di sostenibilità, i governi hanno predisposto politiche, programmi e strategie ambiziose sulla transizione energetica.
Tra i paesi che si segnalano come i più virtuosi e green c’è l’Italia che si posiziona quarta nella classifica di Global Energy Monitor dopo Grecia, Egitto e Spagna.
La Spagna, segnatamente, emerge come leader nella transizione europea verso le energie rinnovabili, piazzandosi al primo posto per la capacità solare su larga scala prevista con 108,8 GW e al terzo posto per l’energia eolica con 56,5 GW.
La crescita delle energie rinnovabili in Spagna sta, del resto, apportando benefici tangibili ai consumatori, con un risparmio medio di circa 10 euro al mese per famiglia sulle bollette elettriche.
Ma anche in Egitto si registra una rapida diffusione dell’energia eolica e solare proiettando il paese in una dimensione nuova e da protagonista in questo settore.
Il governo del Cairo si sta affermando come leader dell’Asia sud-occidentale e del Nord Africa, con quasi 100 GW di potenziale eolico e solare su larga scala in fase di sviluppo.
Mediterraneo tra crisi climatica e guerra
I paesi del Mediterraneo sono particolarmente colpiti dagli effetti del riscaldamento globale. L’impatto della crisi climatica è grave come dimostrano gli incendi che hanno devastato questa estate i paesi del sud Europa, compresa l’Italia.
La tendenza è quella a un peggioramento della situazione dal momento che la regione si sta riscaldando velocemente, più del 20% della media globale, e resta vulnerabile agli eventi estremi (inondazioni, siccità, incendi).
Nel contempo, la guerra in Iran e l’invasione russa dell’Ucraina hanno gravemente compromesso le forniture di gas e petrolio, facendo emergere l’importanza di sistemi energetici più adattabili, resilienti e sicuri.
Alla vigilia della COP31
È in questo quadro che si svolgerà a novembre in Turchia, ad Antalya, cioè in una città che si affaccia sul Mediterraneo, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2026 (COP31).
È una occasione per mostrare i sensibili progressi dei paesi di quest’area nella direzione dello sviluppo delle energie rinnovabili.
La sfida è sempre più legata all’implementazione: trasformare i progetti potenziali in capacità operativa in modo rapido, equo e su larga scala.
«I paesi della regione non partono da zero nella transizione energetica», sottolinea Hailey Deres, ricercatrice di Global Energy Monitor.
I governi dell’area, si legge nel rapporto di GEM, hanno impostato una collaborazione proficua su infrastrutture di rete, investimenti, assistenza tecnica, scambio di conoscenze e programmazione degli interventi, mentre le organizzazioni della società civile si mobilitano per sensibilizzare le parti interessate, fare pressione sui decisori politici e sostenere lo sviluppo sostenibile.
Gli ostacoli sono tanti e diversi sugli aspetti evidenziati (investimenti, infrastrutture e procedure di autorizzazione), e il loro superamento, secondo Hailey Deres, «determinerà, in ultima analisi, in che misura verrà realizzata la capacità rinnovabile prevista».
Foto: Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.





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