Opinione — un contributo a firma “L’Osservatore”.
Quando vedi un’immagine come questa e conosci quel luogo, ti domandi come è possibile non Tutelare, Conservare un pezzo di storia di questa città, la memoriae urbis di Viterbo, il cuore della città antica.
In nessun centro storico del resto d’Europa, Italia compresa, si potrebbe osservare una tale violenza, una violenza che si ripete quotidianamente, sotto gli occhi di tutti, nel meraviglioso quartiere medievale di San Pellegrino.
Senti così le urla dell’anima storica, propria di questo luogo, offesa in tutta la sua essenza.
Una strada antica, cava, piena di subsidenze, pericolosamente fragile, così fragile che nessuno riesce ad impedire ad un mezzo così grande e pesante di calpestare una delle fragilità di questo luogo, perfino contromano, in evidente divieto di transito.
La regola è finta, facilmente aggirabile da molti, un’area pedonale senza telecamere, senza varco, senza cura.
Non resta quindi che citare gli Ignavi, coloro che mancando di coraggio morale preferiscono non esporsi di fronte ai problemi o alle responsabilità. Quelli che, nel racconto dantesco, sono peccatori respinti sia dal Paradiso che dall’Inferno vero e proprio, poiché non meritevoli di alcuna gloria o considerazione.
Quel grosso camion è proprio un segno evidente di ignavia, tipica di certe persone, soprattutto di quelli che parlano di amore, non capendo che l’amore di cui si parla non è amore: l’amore è azione, rappresentazione tangibile, senza chiacchiere.
Nota della redazione
La zona a traffico limitato del centro storico denominata «CS» è controllata da varchi elettronici, ma i varchi sono tre e si trovano agli ingressi di via San Lorenzo, via Chigi e via Valle Cupa: lo dichiara il Comune di Viterbo nella pagina della modulistica pubblicata il 29 gennaio 2026. Sugli accessi al quartiere di San Pellegrino non risultano varchi.





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