Venerdì 16 ottobre 2026Anno I · Edizione online

Cosa vuole essere un “Luogo” storico come catalizzatore di un turismo culturale

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3 min di lettura

Una casa in peperino con portone in legno nel quartiere medievale di Viterbo

Un luogo emblematico del patrimonio culturale non si tutela soltanto vincolandolo: richiede decoro, pulizia capillare, regole applicate davvero e residenti che continuino ad abitarlo. Un elenco di condizioni concrete, dalla zona pedonale al censimento delle case sfitte

Concettuale

  • Luogo emblematico del patrimonio culturale che richiede Tutela, Conservazione e Valorizzazione, intesa quest’ultima nel suo significato principale di “luogo a diffusione culturale”.
  • Un luogo con un alto livello di decoro e con una pulizia capillare contestualizzata, spazio rappresentativo del livello etico-civico della città, un modello anche da presentare con orgoglio ai visitatori.
  • Luogo dove è possibile abitare, lavorare e divertirsi nel rispetto di tutti.
  • Luogo a vocazione turistica, storico-artistico, non spazio esclusivo della movida notturna.
  • Luogo adatto per eventi culturali, mostre, adatto per un museo che racconti l’arte e l’architettura della città e del territorio. Adatto altresì per dibattiti cittadini in piazza, spazio di coesione e di confronto.

Pragmatica

  • Una zona pedonale studiata e regolarizzata: la città antica non può essere invasa dalle automobili, l’ambito urbano monumentale dovrebbe esprimere ACCOGLIENZA.
  • Pulizia del guano dei piccioni con attività contestualizzate al luogo e al problema, uso di diserbanti per eliminare l’annoso problema delle erbe infestanti. Tali azioni dovranno svolgersi con monitoraggio e interventi periodici fissi. La pulizia generale invece delle strade, anche le più piccole, dovrà essere giornaliera, con 2 operatori ecologici durante la settimana e con un extra personale nei week end, se necessario, con un’attenzione particolare per i mozziconi di sigaretta. Il numero dei cestini è gravemente insufficiente.
  • Manutenzione straordinaria e ordinaria di lastricati e pavimentazioni con monitoraggi periodici fissi.
  • Applicazione del “Regolamento dell’ornato e dell’arredo urbano dei centri storici di Viterbo” relativo agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di consolidamento e restauro, con attenzione ai tavoli, agli ombrelloni e ai dehors, affinché l’uniformità estetica sia segnale di ordine e di decoro.
  • Elaborazione del Piano urbano dei Parcheggi e Piano urbano del Traffico, PUMS.
  • Zona monumentale pedonale, preclusa alle automobili in maniera intrasgredibile 0-24 con telecamere, con passaggio solo per i residenti in ore prefissate e parcheggi studiati ad uso reale ed esclusivo dei residenti.
  • Zona di San Pellegrino preclusa ai mezzi pesanti, con l’individuazione di aree di sosta temporanea esterne alla zona pedonale e carico/scarico permesso solo con carrelli a mano, ad esempio: Piazza San Carluccio e Piazza Don Mario Gargiuli.
  • Presenza giornaliera di vigili urbani o ausiliari del traffico, anche di sera e soprattutto nel fine settimana.

Riportare i servizi sociali nel cuore della città, finalizzati a:

  • Innalzamento della qualità e della funzionalità della vita dei cittadini.
  • Definizione di nuovi ambiti di utilizzo dei patrimoni immobiliari abbandonati, secondo un piano complessivo di riassetto e attrazione di nuove funzioni e attività, compreso l’Housing Sociale. Censimento delle case sfitte, al fine di dare le stesse in uso a giovani coppie, residenti, attraverso anche incentivi fiscali per i proprietari, affinché tali dimore non siano solo finalizzate ad alloggi temporanei per studenti o per attività non conformi alle necessità della città, ma perché ri-portino stabilmente vita sociale e commercio nel cuore di Viterbo.

Non dovremmo perseguire una città turistica come Firenze o Venezia, ma realizzare un nuovo modello, monitorato, dove devono coesistere anche i residenti, gli studenti e qualsiasi altra forma dell’abitare. La città non dovrà trasformarsi in una sorta di luna park, il commercio di prossimità non dovrà specializzarsi in un ambito prettamente turistico ma continuare ad essere anche per la popolazione abitante, poiché senza tale promiscuità la città antica muore senza un aggiornamento contemporaneo del suo Genius Loci.

La popolazione residente è l’unica che cura e mantiene il decoro, e questo è il primo segno di ACCOGLIENZA.

Articolo di L'Osservatore

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