Il Comune ha fissato in 45mila euro il tetto di spesa per il Viterbo Open Mall, l’apertura straordinaria dei negozi che il 19 e 20 settembre ha animato il centro storico. È la cifra della delibera di Giunta n. 258 dell’11 settembre, ed è quella che avevamo indicato come costo dell’evento. Le sette determine di spesa dell’Open Mall pubblicate finora all’Albo Pretorio impegnano 35.185 euro: dentro il tetto. Nello stesso fine settimana, però, il Comune ha impegnato soldi anche per gli stendardi floreali nelle vie del centro e l’allestimento di piazza delle Erbe, con un progetto a parte. Sommando le nove determine dei due progetti, la spesa impegnata per quel fine settimana arriva a 64.705 euro.
I due allestimenti, per 29.520 euro, non fanno parte dell’Open Mall ma di «Cartoline da San Pellegrino in Fiore», un progetto che la Giunta ha approvato con la delibera n. 277 del 17 settembre, due giorni prima dell’evento: un programma di appuntamenti periodici, «indicativamente mensili o bimensili», che trasforma piazza delle Erbe con allestimenti a tema. Il primo, dicono le determine, è stato organizzato «in concomitanza con Viterbo Open Mall», e la spesa è imputata a un altro capitolo di bilancio, il 103352.100, mentre quella dell’Open Mall sta sul 103021.0.
Dove sono andati i soldi
L’Open Mall è dentro il tetto. Con le Cartoline si arriva a 64.705 euro
Spesa impegnata per il 19 e 20 settembre, per progetto. La linea tratteggiata segna il tetto di 45mila euro.
- Open Mall: 35.185 euro
- Cartoline da San Pellegrino in Fiore: 29.520 euro
La voce più grande dell’Open Mall sono i 24.400 euro affidati a Officine Prog, società di Viterbo, per la realizzazione dell’evento: secondo la determina comprendono spettacoli artistici, animazione, il carosello, il piano della sicurezza, gli operatori sanitari e gli addetti alla sicurezza. Alla stessa società vanno altri 2mila euro per uno spettacolo di live painting con danza. Il resto è una somma di voci più piccole: 4.514 euro a Colleventi Promozione per l’animazione dei bambini, 1.386 euro a Pastiglie Leone per la personalizzazione delle sue confezioni in latta, 1.214 euro a Gescom e mille euro a Bajocchi Eventi per volantini, manifesti, piantine e adesivi, 671 euro a Made It Group per cinque pannelli in forex.
Fra le spese delle Cartoline, a Officine Prog sono stati affidati anche gli stendardi dal tema floreale, per 19.520 euro, installati in otto vie: via Marconi, via Garibaldi, via Cavour, via Roma, corso Italia, via Sapienza, via Saffi e via San Lorenzo. Gli altri 10mila euro sono per la progettazione e la realizzazione di un «allestimento florovivaistico dal gusto retrò» in piazza delle Erbe, affidato alla ditta Cortese di Jasmine Lombardi, comprensivo dello smontaggio. Contando le tre determine, gli affidamenti a Officine Prog valgono 45.920 euro, il 71 per cento della spesa impegnata nel fine settimana.
Dove sono andati i soldi del fine settimana
Le nove determine di spesa, importi impegnati in euro
- Open Mall (capitolo 103021.0)
- Cartoline da San Pellegrino in Fiore (capitolo 103352.100)
Tutti gli incarichi sono affidamenti diretti, come il codice degli appalti consente sotto i 140mila euro. I tempi sono stretti: la Giunta ha deciso l’11 settembre per l’Open Mall e il 17 per le Cartoline, le determine sono datate fra il 15 e il 19 settembre, e quella per la stampa dei materiali pubblicitari porta la data del primo giorno dell’evento.
Una precisazione anche sull’associazione Spazio Viterbo. La delibera dice che il Comune si è avvalso del suo supporto «nell’ambito della fase di ideazione e definizione della proposta progettuale»: ha contribuito a pensare l’evento. Nessuna delle nove determine è intestata all’associazione.
L’evento si è ripagato?
È la domanda che conta, e con gli atti pubblicati non ha una risposta. La delibera spiega bene a cosa serve l’Open Mall, cioè riportare persone e acquisti nel centro storico e valorizzarlo come «centro commerciale naturale», ma non fissa un obiettivo da misurare: né un numero di presenze atteso, né un numero di negozi da coinvolgere, né un modo per contare dopo com’è andata. Proprio su quell’idea di centro storico come centro commerciale avevamo scritto, alla vigilia, che il centro storico non deve imitare il centro commerciale, e prima ancora che Viterbo non è un brand.
Senza quel numero si può solo ragionare per scenari. Il più semplice è dividere la spesa per le persone arrivate. Contando solo l’Open Mall, con 5mila visitatori nei due giorni ogni presenza sarebbe costata al Comune circa 7 euro, con 50mila circa 70 centesimi. Contando anche le Cartoline, con 5mila visitatori si arriva quasi a 13 euro, con 50mila a meno di un euro e trenta. Per l’Open Mall da solo, le spese impegnate valgono in media 17.593 euro per ciascuno dei due giorni.
Quanto costa al Comune ogni persona arrivata
Spesa pubblica impegnata divisa per il numero di visitatori. Scenari ipotetici: la delibera dell’Open Mall e le nove determine non contengono né stime né conteggi delle presenze.
- solo Open Mall (35.185 euro)
- con le Cartoline (64.705 euro)
7,04 euro a testa, solo Open Mall
12,94 euro a testa, con le Cartoline
3,52 euro a testa, solo Open Mall
6,47 euro a testa, con le Cartoline
1,76 euro a testa, solo Open Mall
3,24 euro a testa, con le Cartoline
1,17 euro a testa, solo Open Mall
2,16 euro a testa, con le Cartoline
0,70 euro a testa, solo Open Mall
1,29 euro a testa, con le Cartoline
Quel costo a testa va poi confrontato con quello che resta davvero ai negozi. Un visitatore che spende 30 euro in più del solito non porta 30 euro di guadagno al commerciante: gli lascia il margine, cioè la differenza fra il prezzo di vendita e quello che la merce gli è costata. Per dire che l’investimento pubblico ha reso servirebbe sapere quante persone sono arrivate e quanto hanno incassato rispetto a un fine settimana normale di settembre le attività aderenti, che alla presentazione erano 70. Il punto di partenza sono le aperture e le chiusure che avevamo contato negozio per negozio a inizio settembre.
Ci sono poi due voci che non compaiono fra le spese ma pesano sui conti del Comune. La prima è il canone di occupazione del suolo pubblico: la delibera dell’Open Mall esenta dal pagamento, in base all’articolo 55 del regolamento sul canone patrimoniale, l’occupazione necessaria per «attrezzature, impianti, allestimenti e strutture» della manifestazione. È un’entrata a cui il Comune ha rinunciato, e negli atti non è quantificata. La seconda è la pulizia: la delibera stabilisce che quella delle aree concesse «sarà assicurata dal Comune», con mezzi e personale che non passano dalle determine dell’evento.
Per i negozi, la delibera ha autorizzato l’esposizione e la vendita della merce fuori dai locali, fino a un metro di profondità lungo le vetrine. La delibera, però, scrive l’esenzione dal canone per le strutture dell’evento, e non dice se valga anche per quello spazio.
Sono i numeri che servirebbero per decidere se rifare l’Open Mall, e come: se il centro storico ha bisogno di un fine settimana da 64mila euro di spesa pubblica, o se la stessa cifra renderebbe di più spesa in un altro modo. Tanto più che le Cartoline, per come le ha pensate la Giunta, sono destinate a tornare.
Intanto lo stiamo chiedendo a voi: cosa vi farebbe scegliere il centro storico per fare acquisti anche negli altri fine settimana dell’anno? Rispondete al nostro sondaggio.
Fonti: Comune di Viterbo, deliberazione della Giunta comunale n. 258 dell’11 settembre 2026, «Viterbo Open Mall – Determinazioni in merito»; deliberazione della Giunta comunale n. 277 del 17 settembre 2026 («Cartoline da San Pellegrino in Fiore»), come richiamata nelle determinazioni 2382 e 2389; determinazioni dirigenziali del Settore IV nn. 2345, 2346 e 2353 del 15 settembre, 2381 e 2382 del 17 settembre, 2383, 2384 e 2389 del 18 settembre, 2391 del 19 settembre 2026, pubblicate all’Albo Pretorio. Gli importi sono quelli impegnati, IVA inclusa (per l’allestimento di piazza delle Erbe, 10mila euro onnicomprensivi): la spesa effettivamente liquidata potrà differire.
Aggiornamento del 24 settembre 2026: nella prima versione di questo articolo indicavamo in 45mila euro il costo dell’evento; è il tetto di spesa fissato dalla Giunta. In una versione successiva, pubblicata lo stesso giorno, avevamo attribuito all’Open Mall anche i 29.520 euro degli stendardi e di piazza delle Erbe: sono spese di un progetto distinto, «Cartoline da San Pellegrino in Fiore», organizzato nello stesso fine settimana. Le spese dell’Open Mall, 35.185 euro, restano dentro il tetto.
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