Bill Gates ha pubblicato mercoledì un lungo post sul suo blog Gates Notes, accompagnato da interviste a Semafor, New York Times e Washington Post, in cui rompe con l’ottimismo che aveva mostrato fino a poco tempo fa sull’intelligenza artificiale. «Sono sotto shock nel constatare che sembro il primo a dire: questo è folle, questo è da pazzi», ha dichiarato.
Da “gestibile” a “catastrofe economica”
Solo tre anni fa Gates descriveva la transizione portata dall’IA nel mondo del lavoro come “movimentata” ma in sostanza “gestibile”, convinto che la tecnologia avrebbe reso le persone più efficienti sul lavoro. Oggi parla apertamente del rischio di una “catastrofe economica”, con “molti meno” posti di lavoro di quelli esistenti oggi, per la velocità con cui l’IA sta avanzando e per l’assenza di una risposta adeguata da parte di governi e aziende tecnologiche.
Nel suo post scrive: «Anche nello scenario migliore, la transizione verso questa nuova era dell’IA sarà uno dei periodi più turbolenti della storia umana», e aggiunge che l’intelligenza artificiale «sarà il più grande strumento di eguaglianza mai inventato, oppure la peggiore fonte di ingiustizia».
Due proposte concrete: mestieri riservati agli umani e una tassa sui robot
Gates non si limita all’allarme: propone due misure specifiche. La prima è la creazione per legge di occupazioni “riservate agli esseri umani”, mansioni che i governi dovrebbero destinare esclusivamente a persone anche quando una macchina potrebbe svolgerle meglio o a costi inferiori. La seconda è una tassa sui “token di calcolo” dell’intelligenza artificiale e sui robot, per riequilibrare un sistema in cui il lavoro umano paga contributi previdenziali mentre le macchine possono essere ammortizzate fiscalmente senza versare nulla di equivalente.
L’allarme sul bioterrorismo
Nel post Gates cita anche un rischio meno discusso pubblicamente: «Il rischio di bioterrorismo è oggi 50 volte quello di una pandemia naturale», ha scritto, annunciando che pubblicherà prossimamente un’analisi più approfondita sui rischi biologici legati all’intelligenza artificiale.
«In privato mi danno ragione»
Gates sostiene che diversi dirigenti del settore tecnologico condividano le sue preoccupazioni in privato, pur evitando di esprimerle pubblicamente per ragioni legate ai propri interessi economici. Ha fatto un nome: Mustafa Suleyman, a capo della divisione IA di Microsoft, che secondo Gates sarebbe «molto, molto contento» che sia lui a scriverne apertamente.
Non un rifiuto dell’IA
Nonostante i toni allarmati, Gates resta un sostenitore dichiarato dell’intelligenza artificiale: il senso delle sue proposte, spiega, è permettere alla tecnologia di esprimere «il proprio pieno potenziale» in modo ordinato, non fermarne lo sviluppo.
Fonti: Semafor, Washington Post, Gates Notes.
Foto: Bogdan Hoyaux / Unione Europea, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons.





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