La sicurezza continua ad essere uno degli aspetti cruciali dell’edilizia scolastica italiana. I dati raccolti da Legambiente nell’ultimo rapporto Ecosistema Scuola 2026 sono impietosi a riguardo.
Solo poco più della metà degli edifici scolastici a livello nazionale, infatti, dispone del certificato di agibilità (53,5%) e del certificato di prevenzione incendi (56,0%), mentre il collaudo statico (47,7%) interessa meno del 50% delle strutture monitorate.
Questo vuol dire che in molte città d’Italia le famiglie mandano i loro figli in scuole che non sono in grado di garantirne appieno la sicurezza non avendo la certificazione richiesta.
Ma le percentuali sono diverse a seconda delle diverse zone del paese. Nel Nord, gli edifici scolastici dotati di collaudo statico sono il 56,1%, quelli con il certificato di agibilità il 71,9%, mentre il 51,5% possiede il certificato di prevenzione incendi.
Nel Sud, la percentuale del collaudo statico scende drasticamente al 26,1% (nelle Isole è il 37,1%), gli edifici scolastici aventi certificato di agibilità sono solo il 31,6% (nelle Isole il 25,5%), e quelli con certificato di prevenzione incendi il 66,4% (nelle Isole il 45,1%).
Nel Centro Italia, invece, le scuole che dispongono del collaudo statico sono 48,1%, quelle con certificato di agibilità il 44,1% mentre sono il 69,1% gli edifici scolastici in possesso di certificato di prevenzione incendi.
Quante sono le scuole sicure di Viterbo e provincia?
L’indagine di Legambiente non contiene i dati delle singole scuole delle città del Lazio e del viterbese.
Ma, a questo punto, la domanda è d’obbligo: quanti sono gli edifici scolastici che a Viterbo dispongono del certificato di agibilità, del collaudo statico e del certificato di prevenzione incendi? Quante quelle della provincia viterbese in cui quest’anno rientreranno gli studenti?
La media del Centro Italia indica che meno della metà delle scuole di questa area nazionale possiede la certificazione relativa all’agibilità e al collaudo statico. Oltre un edificio su due non è dunque a norma. In altre parole, la sicurezza per alunni e studenti non è garantita nel momento in cui entrano in classe in più della metà degli istituti scolastici.
Secondo l’elenco del Provveditorato, sono 41 le scuole statali della Provincia di Viterbo (A.S. 2025-26).
Quanti di questi edifici sono in possesso di certificato di agibilità, collaudo statico e certificato di prevenzione incendi? Quanti gli istituti di scuola primaria?
A Viterbo, gli studenti si sono mobilitati più volte nel corso di questi anni per protestare contro le carenze e le condizioni fatiscenti degli edifici scolastici. Denunciando nel 2021 che l’83% delle scuole viterbesi erano prive di certificato di agibilità.
Più di recente, hanno manifestato per evidenziare l’inesistenza di impianti di climatizzazione che rendono invivibili le condizioni negli edifici scolastici a fronte di temperature record in città e in provincia.
Certificazione necessaria
Il rilascio delle certificazioni per la sicurezza degli edifici scolastici è competenza degli Enti locali, proprietari degli immobili, Comune e Provincia.
Il certificato di agibilità è il documento che valuta e attesta le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità di un edificio e dei relativi impianti tecnici.
Il certificato di collaudo statico è un documento che attesta le condizioni di sicurezza delle strutture portanti di un fabbricato, in base alle norme in vigore al momento della costruzione dell’edificio.
Questa certificazione attesta la sicurezza di un fabbricato dal punto di vista strutturale.
Il certificato di prevenzione incendi è un documento fondamentale che attesta la conformità della scuola alle normative di sicurezza antincendio. Il decreto interministeriale del 31 marzo 2026 ha spostato al 31 dicembre 2027 il termine ultimo per l’adeguamento antincendio delle scuole, stabilendo misure intermedie, misure di sicurezza obbligatorie e introducendo un cronoprogramma vincolante che prevede due fasi operative.
Non è più possibile che un edificio scolastico non sia dotato di certificazione antincendio. Inoltre, il Dirigente scolastico deve assicurare il costante aggiornamento della documentazione di sicurezza, da tenere a disposizione delle autorità competenti.
Cosa fa l’amministrazione di Viterbo
Il Comune di Viterbo ha previsto con determinazione del 3 settembre 2026 un intervento di adeguamento alla normativa antincendio e messa in sicurezza della scuola primaria La Quercia.
Nel 2023, nell’ambito del PNRR, è stato completato il bando per lavori di adeguamento delle norme di igiene e sicurezza della scuola media Tecchi (valore 1.270.912,71 euro).
Nel 2022, nel quadro delle disposizioni del DPCM 28/07/22 che disciplina le modalità di accesso al Fondo per l’avvio di opere indifferibili/PNRR, sono previsti finanziamenti per l’adeguamento delle norme di igiene e sicurezza della scuola materna ed elementare De Amicis (788.000 euro), della scuola materna ed elementare Ellera (1.294.000 euro), della scuola elementare Luigi Concetti (1.112.000 euro) e per la messa in sicurezza della scuola media Fantappiè (3.101.000 euro).
Obiettivo sicurezza scuole
Per la messa in sicurezza delle scuole italiane, il governo ha avviato un «piano straordinario di oltre 11 miliardi di euro, che utilizza sia fondi Pnrr, sia fondi ministeriali».
Il ministro Valditara ha sostenuto che rientrano nel programma «oltre 10.000 edifici scolastici, circa un quarto del totale, e l’impatto sull’aumento della loro sicurezza si vedrà già a breve, al termine dei lavori».
Per la provincia viterbese, il governo ha stanziato quasi 2 milioni di euro per interventi nelle scuole di Acquapendente (300.000 euro: scuola elementare), Blera (750.000: complesso scolastico Paolo II) e Capodimonte (408.000 euro: scuola elementare).
Corre l’obbligo di ricordare che in Italia dal 2015 è stata istituita il 22 novembre una giornata nazionale per la sicurezza delle scuole con lo scopo di ricordare le vittime degli incidenti avvenuti a scuola.
Il Ministro dell’Istruzione, in questa circostanza, invia una lettera rivolta a tutti gli istituti, in cui viene ricordata l’importanza della sicurezza nelle scuole facendo riferimento, in modo particolare, alla tragedia della Scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, e a quella della casa dello studente della città dell’Aquila.
Ritardi e lacune dell’azione politico-amministrativa
Eppure, nonostante gli sforzi, si riscontrano ritardi e lacune delle amministrazioni centrali e locali.
Li mette in risalto Legambiente, che segnala la necessità di lavori urgenti in un edificio scolastico su tre (31,7%) e interventi strutturali importanti disattesi relativamente alla verifica di vulnerabilità sismica per il 57,2% delle scuole italiane.
Di avanzamento delle opere del PNRR a rilento scrive Openpolis, mentre l’indagine Ecosistema Scuola 2026 parla di 6 interventi su 10 ancora in fase di esecuzione e oltre un terzo in fase di collaudo.
Una fotografia tra luci e ombre che mostra progressi e in vari aspetti risultati insoddisfacenti.
Crolli e infortuni in aumento nelle scuole
In questo quadro, il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole, presentato alla Camera dei deputati, descrive ad adiuvandum criticità e inadempienze significative.
«Sono 68 i crolli avvenuti nelle scuole da settembre 2025 ad agosto 2026 – in linea con quelli registrati nell’anno precedente – in particolare per la caduta di calcinacci ed intonaco e per i distacchi di pannelli e controsoffitti», secondo l’organizzazione che promuove l’attivismo dei cittadini. «Aumentano gli infortuni agli studenti dichiarati all’Inail, saliti a 80.871 nel corso del 2025, con un incremento del 3,8% rispetto al 2024. Nei primi cinque mesi del 2026 le denunce sono già 47.748».
Cittadinanzattiva, al pari di Legambiente, denuncia che molte scuole sono vecchie e senza certificazioni e il fatto che per 5.793 edifici scolastici (pari al 15%) non si conosce il dato relativo al periodo di costruzione. D’altra parte, il 49% è stato costruito prima del 1976, quando ancora non esisteva la normativa antisismica.
Per di più, le scuole italiane sono esposte al rischio amianto (14.000 potenzialmente secondo l’INAIL), sismico, idraulico ed idrogeologico.
Pensate che il 44% degli edifici scolastici sono in zone ad elevata sismicità e solo il 4% circa è stato oggetto di interventi di adeguamento e miglioramento sismici.
Il rischio idraulico (aree a moderata ed elevata pericolosità) interessa 7.543 scuole frequentate da oltre un milione e 340mila studenti, quello idrogeologico 5.113 edifici (quasi 465mila alunni).
Cittadinanzattiva ricorda, peraltro, che le scuole italiane non sono attrezzate ad affrontare il caldo estremo. «L’OMS Europa – si legge nel rapporto – ha definito il caldo estremo una minaccia sanitaria urgente e crescente evidenziando come le infrastrutture scolastiche europee non sono state progettate per resistere alle attuali temperature, diventando “trappole di calore”».
Per ovviare a queste problematiche, si chiede al governo di definire un piano pluriennale di adattamento climatico delle scuole e di stanziare almeno 1 miliardo all’anno per l’edilizia scolastica. Provvedendo, oltre tutto, ad aggiornare i piani di emergenza, rendendo obbligatorie le prove di evacuazione anche per alluvioni e terremoti.
La campanella del ritorno a scuola è suonata anche quest’anno. Alcuni problemi sono stati affrontati, molte criticità e rischi per la sicurezza dei nostri studenti restano irrisolti.





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