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La Madonna dipinta su una tegola da cui è nata la basilica della Quercia

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La facciata in pietra della basilica di Santa Maria della Quercia a Viterbo, con il rosone, tre portali e il timpano con due leoni e una quercia
La facciata della basilica di Santa Maria della Quercia. Foto: Peter1936F, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Alle porte di Viterbo, nella frazione della Quercia, sorge quello che la diocesi indica come il santuario più importante della provincia: la basilica di Santa Maria della Quercia. La sua storia comincia da un oggetto umile, una tegola.

All’inizio del Quattrocento, la tradizione indica il 1417, un pittore chiamato Monetto dipinse su una tegola la Madonna con il Bambino. Chi l’aveva commissionata la appese a una quercia: secondo la scheda del Ministero della Cultura, per proteggere la propria vigna. Per mezzo secolo l’immagine restò lì, in mezzo alla campagna.

La peste del 1467

Nell’estate del 1467 la peste colpì l’Alto Lazio. In agosto una folla di fedeli si radunò sotto la quercia a pregare, secondo la diocesi circa trentamila persone, e dopo una settimana l’epidemia cessò. A raccontarlo fu Niccolò della Tuccia, cronista e priore della città, testimone dei fatti. Un’altra tradizione lega invece il culto a un cavaliere che, inseguito dai nemici, si gettò ai piedi dell’albero e divenne invisibile.

Il 20 settembre 1467 si tenne la prima processione: nacque così il Patto d’amore tra Viterbo e la sua Madonna, che la città rinnova ancora oggi, ogni anno, la seconda domenica di settembre. In quello stesso anno cominciò la costruzione del santuario.

Dalla quercia alla basilica

La chiesa che vediamo oggi è un’opera rinascimentale, cresciuta tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento. Le lunette in terracotta sopra i tre portali sono di Andrea della Robbia (1508), e in cima alla facciata due leoni affiancano proprio una quercia. Il soffitto a cassettoni fu disegnato da Antonio da Sangallo il Giovane; durante la doratura, finanziata nel 1536 da papa Paolo III, vi furono aggiunti i gigli dei Farnese e lo stemma del pontefice.

La tegola è ancora lì, custodita nel tempietto di marmo realizzato da Andrea Bregno nel 1490. Nel 1867 papa Pio IX elevò la chiesa a basilica, e nel 1873 lo Stato la dichiarò monumento nazionale. Tra i suoi cimeli, secondo la diocesi, c’è anche il pennone di una nave turca della battaglia di Lepanto, donato da papa Pio V.

Dove si trova

La basilica si affaccia su piazza del Santuario, nella frazione della Quercia, a pochi chilometri dal centro di Viterbo. È un luogo di culto, da visitare nel rispetto delle funzioni. Al suo interno c’è anche il museo della basilica, con gli ex voto dipinti su tavola fra il 1490 e il 1730.

Dove si trova
  • 1Basilica della Quercia

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Articolo di Redazione

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