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Santa Rosa toglie risorse alla manutenzione della città? Cosa dicono i numeri

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Piazza del Comune a Viterbo, con Palazzo dei Priori e la Torre dellOrologio

Un pezzo pubblicato nei giorni scorsi ha ricostruito quanto costa ogni anno la Festa di Santa Rosa al Comune di Viterbo. Il dato ha subito sollevato la domanda successiva, forse la più sentita in città: quei soldi, spesi per pochi giorni di celebrazioni, tolgono davvero risorse alla manutenzione ordinaria — strade, marciapiedi, verde pubblico, edifici — nel resto dell’anno?

È una domanda legittima, e merita una risposta basata sui numeri più che sulle impressioni.

Il conto, fatto con il paragone giusto

Tra lo stanziamento comunale diretto (260mila euro nel 2025) e la quota media annuale del contratto pluriennale per la nuova Macchina “Dies Natalis” (circa 214mila euro), la spesa complessiva riconducibile a Santa Rosa si aggira intorno ai 474mila euro l’anno.

Rapportata al bilancio comunale complessivo, che nel 2025 si aggirava intorno ai 100,8 milioni di euro, questa cifra pesa per circa lo 0,47%. Ma il paragone più corretto, se la domanda riguarda le opere e le manutenzioni, non è con il bilancio nella sua interezza: è con gli investimenti, cioè la parte di spesa comunale che finanzia le opere pubbliche. Nel 2025 gli investimenti del Comune di Viterbo hanno superato i 33 milioni di euro. Su questa cifra, i 474mila euro di Santa Rosa pesano per circa l’1,4%.

Anche con il metro di paragone più severo, si tratta di una quota piccola: da sola non basta a spiegare le difficoltà di manutenzione che una città con un bilancio da oltre cento milioni di euro può comunque incontrare.

Un dettaglio contabile che conta

C’è poi una distinzione tecnica che aiuta a inquadrare meglio la domanda. Nella contabilità di un Comune, le spese si dividono in due grandi categorie: la spesa corrente (personale, servizi, manutenzioni ordinarie, sicurezza, pulizie) e la spesa in conto capitale, cioè gli investimenti veri e propri in nuove opere.

I costi organizzativi di Santa Rosa — sicurezza, transenne, pulizie, personale per l’evento — sono quasi interamente spesa corrente, non investimenti. Questo significa che, in senso stretto, non “competono” nemmeno con i 33 milioni destinati alle opere pubbliche: sono due voci di bilancio diverse. Il confronto più calzante, semmai, sarebbe con le altre voci di spesa corrente — a partire proprio dalla manutenzione ordinaria di strade, verde e edifici, che è anch’essa spesa corrente.

Su questa voce specifica, però, non esiste un dato isolato e pubblico altrettanto chiaro quanto quello di Santa Rosa: la manutenzione ordinaria è dispersa tra diversi capitoli di bilancio, per zone e per tipo di intervento, e non risulta raccolta in un prospetto unico e facilmente consultabile.

Cosa dicono davvero i numeri

Con le cifre disponibili, la risposta è chiara: non ci sono elementi che indichino un legame diretto tra il costo di Santa Rosa e le difficoltà di manutenzione ordinaria della città. Le somme in gioco sono troppo piccole, rispetto al bilancio comunale nel suo complesso, per reggere questa spiegazione.

Le criticità di manutenzione che capita di incontrare in una città — un marciapiede da sistemare, un’area verde che aspetta cura, un cantiere che si allunga — rientrano piuttosto in una dinamica più generale: la manutenzione ordinaria fatica ovunque a tenere il passo delle nuove opere e degli eventi, una sfida comune a molte amministrazioni comunali italiane di dimensioni simili a Viterbo, non certo un problema specifico di questa Festa.

Cosa servirebbe per una risposta definitiva

Per trasformare questa valutazione da un ragionamento plausibile a un dato certo, servirebbe una sola cosa: un capitolo di bilancio dedicato alla manutenzione ordinaria, pubblicato ogni anno con la stessa chiarezza con cui oggi si può ricostruire il costo di Santa Rosa.

Solo confrontando due numeri realmente comparabili — la spesa corrente per la Festa e la spesa corrente per la manutenzione ordinaria — si potrebbe stabilire con certezza se le due voci competono davvero per le stesse risorse, o se appartengono semplicemente a due capitoli di bilancio con logiche e vincoli diversi. Fino ad allora, i numeri a disposizione suggeriscono la seconda ipotesi.

Articolo di Redazione

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