In piazza dei Caduti, da giovedì 1 a domenica 4 ottobre, dalle 12 a mezzanotte, ci sono gli stand della Festa Messicana: 144 metri quadrati di piazza concessi dal Comune, come l’anno scorso, quando la stessa festa occupava la stessa piazza dal 3 al 5 ottobre. Non è un giudizio su chi ci lavora, che per quattro giorni lavora davvero, e nemmeno su chi ci va a mangiare. È una scena che ripropone una domanda che su queste pagine torna da mesi, da angolazioni diverse: se per riempire il centro serve sempre qualcosa di organizzato, che cosa dice questo del centro?
Perché proprio lì
Piazza dei Caduti si presta agli eventi perché è vuota. Lo avevamo scritto proprio nell’articolo sull’Open Mall: una spianata di sanpietrini con le auto lungo i bordi, un sacrario con qualche palma secca alla base e una fontana senza acqua, un posto che si usa per passarci, non per starci. Lo stesso vuoto che la rende comoda per montare una festa di quattro giorni è quello che, negli altri giorni dell’anno, la lascia una piazza di passaggio. Per questo i lettori l’hanno scelta come la piazza da ripensare.
Il problema del lunedì
Nello stesso articolo c’era il punto che conta anche oggi: un fine settimana di sconti attira soprattutto chi in centro ci va già, e il lunedì le abitudini degli altri restano quelle di prima. Un evento vale nei giorni in cui è annunciato e finisce con lo smontaggio dell’ultimo stand. Quello che cambia un’abitudine, scrivevamo, non è un motivo per venire sabato, ma un motivo per passare un martedì alle sei, senza che nessuno abbia organizzato niente.
Quando poi abbiamo fatto i conti dell’Open Mall, 35.185 euro impegnati per l’evento e 64.705 contando le Cartoline da San Pellegrino dello stesso fine settimana, alla domanda più semplice, se l’evento si sia ripagato, non c’era modo di rispondere: la delibera non fissa un obiettivo da misurare, né un numero di presenze atteso né un modo per contare dopo com’è andata. Cosa resti il giorno dopo, insomma, non lo misura nessuno.
Cosa hanno risposto i lettori
Con l’Open Mall come spunto avevamo chiesto ai lettori che cosa li farebbe scegliere il centro storico per fare acquisti anche negli altri fine settimana dell’anno. Hanno risposto in sei, quindi è un segnale e non un verdetto. Ma metà ha indicato un parcheggio più comodo e metà più varietà di negozi; «eventi e vita nelle piazze» non ha preso nemmeno un voto. Il sondaggio in corso riparte proprio da lì e chiede quale soluzione per i parcheggi del centro convince di più.
Il conto che si vede
Nel registro che teniamo negozio per negozio, fra settembre 2023 e settembre 2026 risultano diciassette aperture e venticinque chiusure o trasferimenti fuori le mura: almeno otto negozi in meno in tre anni, quasi certamente una sottostima. Confcommercio, sul centro storico di Viterbo, misura un calo del 28,2 per cento in tredici anni. È qui che una festa di quattro giorni non arriva: non riapre una vetrina, non fa ombra ad agosto, non rende più facile arrivare in centro un giorno qualunque.
Gli eventi non sono il problema
Una città senza feste sarebbe più povera, e Viterbo lo sa meglio di altre. Ma dopo Santa Rosa avevamo scritto che il giorno dopo la festa è il momento più onesto dell’anno per guardare Viterbo, perché le telecamere se ne vanno e restano i posti come sono tutti i giorni. Lo stesso vale per una festa più piccola. Anche chi collabora con queste pagine lo ha detto in modi diversi: c’è chi chiede meno eventi e più qualità, perché «se c’è sempre un evento, qual è l’evento?», chi conta i negozi chiusi, chi si chiede chi debba intervenire.
Il punto non è se fare gli eventi. È quando un evento diventa il modo normale di dire che il centro è vivo: se ce n’è bisogno ogni volta, il messaggio che passa è che da solo il centro non basta.
La domanda che manca
E allora la domanda va fatta per intero: perché il centro, da solo, non basta? Le risposte possibili non sono un mistero, e quasi tutte si possono misurare. Dove si lascia l’auto e quanto si cammina. Quali negozi ci sono e quali mancano. Se c’è un posto all’ombra dove sedersi. Quante vetrine sono vuote e da quanto tempo. Nessuna di queste si risolve con un gazebo. Qualcuna si risolve con una piazza: proprio per piazza dei Caduti abbiamo provato a immaginarne una, con gli alberi, le sedute rivolte al tempietto e un sagrato davanti all’ex chiesa degli Almadiani.
Un evento ben fatto è un buon motivo per venire in centro un sabato. Al centro serve un motivo per il martedì. Finché non ci chiederemo perché manca, ogni festa sarà una festa riuscita, e il lunedì la piazza tornerà quella di prima.
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