Alle 22.30 di domenica 26 luglio lo stemma in peperino del governatore Giacomo Oddi si è staccato dalla sommità di Porta della Verità ed è caduto in strada. Nessuno si è fatto male. Il 1° agosto tutti gli stemmi della porta sono stati smontati in via preventiva, e gli uffici dei Lavori pubblici hanno annunciato una verifica su tutte le porte della città che hanno stemmi ed elementi decorativi. Lo stesso giorno sono stati tolti anche gli stemmi di Porta Romana, che oggi sono conservati al Museo civico, in attesa di restauro.
Le porte di Viterbo, però, non erano rimaste ferme fino a quest’estate. Nel 2021 il Comune ha restaurato le antiche porte in legno di Porta San Pietro, Porta Romana e Porta della Verità; dal 2022 sulle mura si sono succeduti più cantieri; oggi Porta Faul è sotto i ponteggi. Abbiamo messo in fila i comunicati e gli atti del Comune dal 2021 a oggi per capire, porta per porta, cosa è stato restaurato, cosa è in corso e cosa aspetta ancora.
Le porte, una per una
Il numero delle porte di Viterbo cambia a seconda di come si contano quelle murate e quelle scomparse: le guide storiche locali ne elencano tredici o quattordici. Qui consideriamo le dieci che oggi sono aperte nella cinta muraria.
Le dieci porte aperte della cinta muraria
Lo stato di ciascuna secondo i comunicati del Comune dal 2021 e gli atti dell’albo pretorio
- restaurata nel 2021
- lavori in corso nel 2026
- stemmi smontati
- nessun restauro della porta negli atti consultati

- 1Porta della Veritàante in legno restaurate nel 2021 · stemmi smontati dal 1° agosto 2026
- 2Porta Romanaporta in legno restaurata nel 2021 · stemmi smontati dal 1° agosto 2026, al Museo civico
- 3Porta San Pietroporta in legno restaurata nel 2021
- 4Porta Faulrestauro in corso da luglio 2026, fondi europei FESR
- 5Porta Fiorentinanell’area dei lavori sulle mura partiti ad agosto 2026
- 6Porta Fioritaacquedotto vicino transennato da agosto 2026
- 7Porta del Carminedetta anche di Pianoscarano
- 8Porta Murata
- 9Porta San Marcosu viale Capocci
- 10Porta San Leonardoaccanto al parcheggio delle Fortezze
Fonte: comunicati del Comune di Viterbo 2021-2022; albo pretorio del Comune di Viterbo, ordinanze n. 508 e n. 539 del 2026; per gli stemmi di Porta Romana, verifica di Cronaca di Viterbo. Mappa © OpenStreetMap contributors. Elaborazione Cronaca di Viterbo.
Tre porte hanno avuto il restauro delle parti in legno nel 2021, e due di queste, la Verità e la Romana, dal 1° agosto sono senza stemmi. Due sono dentro cantieri aperti quest’anno. Per le altre cinque, nei comunicati del Comune dal 2021 e negli atti che abbiamo consultato non risultano restauri della porta. Rientrano però, come tutte, nelle due verifiche generali avviate quest’estate: quella sugli stemmi e quella sui varchi delle mura.
2021, le porte in legno restaurate sul posto
Il restauro delle porte in legno è cominciato nell’estate del 2021, con l’amministrazione del sindaco Giovanni Maria Arena. Il 23 giugno l’assessora ai Lavori pubblici Laura Allegrini annunciava, insieme ai lavori sulla rete fognaria di via San Pietro, il restauro della porta lignea di San Pietro: un’opera «sempre molto attesa dai cittadini, programmata per questa annualità», da fare sul posto «in quanto la porta non potrà essere spostata». La chiusura al traffico era disposta con l’ordinanza n. 284 del 17 giugno 2021.
Ad agosto è toccato a Porta Romana. Con l’ordinanza n. 421 del 20 agosto 2021 sono stati fissati i divieti, e dopo un incontro con i commercianti della zona il Comune ha concordato con la ditta orari di chiusura che non pesassero sui negozi. A settembre l’ultima delle tre: dal 27 il cantiere si è spostato a Porta della Verità, dove il restauro andava fatto in loco anche per la lunetta in legno fissa sopra l’ingresso. «Le porte non possono essere spostate», spiegava di nuovo l’assessora.

I comunicati di allora non dicono quanto è costato l’intervento né quale ditta lo ha eseguito. Sono, a oggi, le uniche tre porte con un restauro concluso e documentato negli ultimi cinque anni.
Cinque anni di lavori su porte e mura
Gli interventi annunciati o avviati dal Comune, in ordine di tempo
Fonte: comunicati e albo pretorio del Comune di Viterbo. Elaborazione Cronaca di Viterbo.
Le mura, un cantiere dopo l’altro
Il 19 aprile 2022 sono partiti i lavori di recupero conservativo delle mura fra Porta della Verità e Porta Romana, nel tratto accanto al parco Chiara Lubich (ordinanza n. 266 del 14 aprile 2022); a giugno e a novembre dello stesso anno la porta è stata chiusa di nuovo per la manutenzione delle mura. Dal luglio 2023, con i fondi del PNRR, lungo lo stesso perimetro è nata la passeggiata ecologica di viale Capocci, da Porta San Marco fino a Porta Romana: quella che ad agosto abbiamo percorso, trovandola senza ombra e con l’arredo già segnato dal tempo.
Quel tratto torna anche negli atti di quest’anno. La determinazione dirigenziale n. 147 del 21 gennaio 2026 contiene una scheda dedicata ancora al «recupero conservativo delle mura civiche nel tratto compreso tra Porta Romana e Porta della Verità». E il 6 agosto, con l’ordinanza n. 539, è partita la manutenzione straordinaria delle mura affidata alla ditta Fiorillo srl, che comprende anche il controllo e la manutenzione dei varchi d’ingresso alla cinta: le porte, appunto. Le chiusure previste riguardano le aree intorno a Porta Fiorentina e piazza del Plebiscito.

Il cantiere più grande per importo è quello del Giubileo. Si chiama «restauro mura civiche e completamento delle ex Scuderie papali di piazza Sallupara e riqualificazione aree adiacenti», è l’intervento n. 58 del programma nazionale per il Giubileo 2025 ed è finanziato per intero con quelle risorse: 2,5 milioni di euro. I lavori sono stati aggiudicati a marzo 2025 alla Bilancini srl di Ischia di Castro. Il 2 ottobre il Comune ha approvato la seconda perizia di variante, per lavorazioni definite «indifferibili ed urgenti». Nel quadro economico le voci dei lavori sono due, le ex Scuderie papali e piazza Sallupara: le mura non vi compaiono come voce a sé.
Il cantiere del Giubileo su mura ed ex Scuderie papali
Importi in euro
La seconda variante vale il 2,68% del contratto: lavori in più alle ex Scuderie papali e in piazza Sallupara.
Fonte: albo pretorio del Comune di Viterbo, determina n. 2531 del 2 ottobre 2026. Elaborazione Cronaca di Viterbo.
Porta Faul, l’unica sotto i ponteggi
Porta Faul fu aperta nel 1568, dopo la chiusura di Porta di Valle, con il permesso del cardinale Alessandro Farnese: in alto ci sono lo stemma dei Farnese, quello del Comune e quello del vicelegato Ansoino Polo. All’inizio si chiamava Farnesiana; i viterbesi la ribattezzarono Faul dalla valle su cui si apre. Una tradizione locale legge nel nome un acronimo, ma resta una tradizione.
Da luglio è avvolta dai ponteggi. I lavori, finanziati con fondi europei FESR, servono a trasformare l’edificio comunale accanto, l’ex casa di Alfio, in un punto di accoglienza turistica, e comprendono il restauro conservativo e il consolidamento della porta e la sistemazione dell’area esterna. La chiusura al traffico per l’avvio del cantiere è stata disposta con l’ordinanza n. 508 del 23 luglio 2026.
Gli stemmi, la parte più fragile
Più del legno e della pietra, sono gli stemmi il punto delicato: pezzi scolpiti, ancorati in alto, sopra strade dove passano auto e persone. Porta della Verità, ricostruita più ampia e ornata nel 1728, è coronata dal grande stemma del papa Benedetto XIII Orsini; ai lati dell’epigrafe erano stati posti quelli del governatore Giacomo Oddi e del vescovo Adriano Sermattei. A cedere, il 26 luglio, è stato uno dei ganci posteriori dello stemma Oddi.
Lo stesso Oddi, governatore di Viterbo dal 1721 e poi arcivescovo dal 1749 fino alla morte, nel 1770, compare anche su Porta Fiorentina: ricostruita nel 1768 sotto Clemente XIII, porta in sommità gli stemmi del papa, del vescovo Oddi e del governatore Benedetto Lo Presti, e più in basso quello del Comune. Porta Romana, rifatta a metà Seicento e decorata nel 1705, ha la statua di Santa Rosa con gli stemmi di Clemente XI, di Innocenzo X, del Comune e dei Maidalchini. La statua di Santa Rosa è ancora al suo posto; gli stemmi no: sono stati smontati il 1° agosto, insieme a quelli della Verità, e oggi sono conservati al Museo civico, in attesa di restauro. Su Porta San Pietro c’è lo stemma della città scolpito a bassorilievo, il leone con la palma.

Chi c’è sopra le porte
Gli stemmi delle porte che li hanno, e lo stato della porta oggi
- Porta della Veritàstemmi smontati il 1° agosto 2026papa Benedetto XIII Orsinigovernatore Giacomo Oddi, caduto il 26 lugliovescovo Adriano Sermattei
- Porta Romanastemmi smontati il 1° agosto 2026, al Museo civico in attesa di restauropapa Clemente XIpapa Innocenzo XComunefamiglia Maidalchini
- Porta Fiorentinanell’area dei lavori sulle murapapa Clemente XIIIvescovo Giacomo Oddigovernatore Benedetto Lo PrestiComune
- Porta Faulsotto i ponteggi da luglio 2026FarneseComunevicelegato Ansoino Polo
- Porta San Pietroporta in legno restaurata nel 2021Comune, il leone con la palma
Giacomo Oddi compare due volte: da governatore sulla Verità, nel 1728, e da vescovo sulla Fiorentina, nel 1768.
Fonte: schede storiche ArteCittà di Viterbo; per gli stemmi di Porta Romana, verifica di Cronaca di Viterbo. Elaborazione Cronaca di Viterbo.
Fra gli atti pubblicati all’albo pretorio a fine luglio c’è la determina n. 1940, che mette insieme la rimozione di una pianta infestante dall’orologio della torre di San Sisto e la verifica degli stemmi delle porte urbiche. È, negli atti, la traccia del monitoraggio annunciato dopo la caduta.
Quando le porte hanno preso la forma di oggi
L’anno dell’ultimo grande rifacimento, su una scala dal 1500 al 1800
Le porte medievali, come San Pietro, la Verità e la Romana, nascono fra XII e XIII secolo: qui conta l’aspetto che vediamo oggi.
Fonte: schede storiche ArteCittà di Viterbo e Bagnaia. Elaborazione Cronaca di Viterbo.
Fuori dalle mura e sulle facciate
Le porte non sono solo quelle della cinta del capoluogo. A Bagnaia la Porta del Borgo fu costruita nel 1541 dal cardinale Niccolò Ridolfi, che fece demolire a sue spese parte della chiesa di San Giovanni Battista per farle spazio: il suo stemma in stucco è ancora nella volta, e la porta è arrivata fino a oggi quasi senza modifiche. Negli atti del Comune che abbiamo consultato non risultano interventi.
Poi ci sono i portali di chiese e palazzi, come quello centrale di Santa Maria della Quercia, opera di Giovanni di Bernardino da Viterbo, con le lunette in terracotta di Andrea della Robbia del 1508. Qui la strada è diversa: il restauro dipende dai proprietari, spesso enti religiosi o privati, e passa dall’autorizzazione della Soprintendenza.
Cosa i documenti non dicono
Gli atti non dicono cosa ha trovato la verifica sugli stemmi. Non abbiamo trovato un documento o un comunicato che ne renda pubblico l’esito, né che dica quando gli stemmi di Porta della Verità e di Porta Romana torneranno al loro posto e se quello di Oddi potrà essere ricomposto dai frammenti recuperati, come era stato annunciato.
Non dicono neppure quanto sia costato il restauro delle porte in legno del 2021, né se dopo quel ciclo sia previsto un controllo periodico. Per le cinque porte senza interventi abbiamo cercato nei comunicati del Comune e negli atti pubblicati all’albo: l’albo mostra gli atti solo per il periodo di pubblicazione, e un atto che non nomina la porta può esserci sfuggito. Quello che dagli atti non risulta è un programma che metta in fila tutte le porte, con lo stato di ciascuna e un ordine di priorità.
La manutenzione di un patrimonio stratificato in otto secoli è una partita lunga, che attraversa più amministrazioni: il restauro del 2021 e i cantieri di quest’anno lo dimostrano. Nelle prossime settimane racconteremo le porte una per una, con la loro storia. Intanto, quale andrebbe restaurata per prima? Potete dirlo nel sondaggio qui sotto e in quello della settimana su cronacadiviterbo.it/sondaggi. Lo stesso lavoro lo abbiamo fatto per le fontane storiche.
Fonti: comunicati del Comune di Viterbo del 23 giugno, 23 e 24 agosto, 25 settembre 2021 e del 15 aprile 2022; albo pretorio del Comune di Viterbo (determinazioni n. 147 e n. 2531 del 2026, ordinanze n. 508 e n. 539 del 2026, determina n. 1940/2026); schede storiche ArteCittà di Viterbo e Bagnaia; sito del Ministero della Cultura per il Lazio.
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